David Murray: sax tenore, clarinetto basso
Oliver Lake: sax alto
Hamiet Bluiett: sax baritono
Craig Harris: trombone, didgeridoo
Bruce Williams: curved soprano & sax alto
Jamaaladeen Tacuma: basso elettrico
Lee Pearson: batteria


Il World Saxophone Quartet è tra le più evolute formazioni jazz contemporanee. Nasce alla fine degli anni 70 dall’unione di quattro illustri “dottor sax”: Julius Hemphill, alto; Oliver Lake, alto; David Murray, tenore; e Hamiet Bluiett, baritono. Il loro stile è potente e impetuoso, nasce dalla fusione dell’improvvisazione e del virtuosismo free con strutture armoniche sofisticate e percorse da una vena soft-melodica; grazie alle loro vivaci e temerarie composizioni riescono a domare l’onda della scena jazz strappando un contratto con una delle maggiori etichette discografiche dell’epoca; il loro primo disco, infatti, risalente al 1986, è targato Elektra. La formazione subisce una perdita non indifferente con l’abbandono di Hemphill, nel 1995; dopo una fase di transizione durata un decennio, si è arrivati all’attuale formazione con l’avvento di Bruce Williams. Lungo la ventennale carriera i “quattro moschettieri” del jazz non hanno mai allontanato l’idea di guardare a nuovi orizzonti artistici. L’ultimo lavoro discografico ne è un esempio lampante: dopo i tributi a Duke Ellington e a Miles Davis, ecco che il quartetto sguaina un progetto ad alto voltaggio sonoro: un tributo a Jimi Hendrix, da loro riconosciuto come assoluto maestro che riuscì a catalizzare vari generi musicali per poi rielaborarli in maniera audace e trasgressiva. Il disco, dall’evocativo titolo ‘Experience’, farà sorgere nell’ascoltatore sentimenti contrastanti, malinconia e ipnotica attrazione, forse: in quanto prende certamente le distanze dai progetti precedenti, caratterizzati da un’inarginabile e scrosciante virtuosismo di pura matrice afroamericana, per cavalcare le sonorità aspre e taglienti proprie del genio di Seattle. Il disco esce per la Justin Time nel 2004, e si avvale della prestigiosa collaborazione di alcuni nomi altisonanti della scena funk e jazz internazionale che questa sera, come sciamani, faranno rivivere l’anima irrequieta di Hendrix.