| Orchestra Fiati Filarmonica Mousiké Savino Acquaviva: direttore d’ orchestra Gianluigi Trovesi: ance, sassofoni Marco Remondini: violoncello Stefano Bertoli: batteria L’interesse per suoni ed idiomi provenienti dai quattro angoli del pianeta ci porta spesso a trascurare la nostra ricchissima tradizione musicale. All’opposto, il lavoro del geniale compositore Gianluigi Trovesi ci trascina alla scoperta di un repertorio folk che proviene da quella parte di mondo che sta proprio dietro l’angolo di casa (ma è così popolare da risultarci, talvolta, estraneo). Melodie sottili, che perdono riferimenti temporali e geografici, che spaziano dalla più alta tradizione musicale italiana (le arie di Verdi e di Puccini), alla tradizione contadina, ai canti delle risaie, a melodie così familiari da risultare naturalmente domestiche. Nelle parole di Umberto Eco: “Non c’é bisogno di domandarsi in quale tempio mettere la musica di Trovesi. All’angolo di una strada o una sala di concerto si troverebbe a suo agio”. Musicista jazz celebrato più d’ogni altro al di fuori dei confini nazionali, fin dall’affermazione nel Festival di Le Mans del 1993 e le 5 stelle su Down Beat per l’indimenticabile “From G to G” con il suo fantastico ottetto, Gianluigi Trovesi affronta la prima serata del Novara Jazz Festival con un progetto sostanzialmente inedito: “Trovesi all’opera”. Tre solisti d’eccezione: Marco Remondini, tra i maggiori violoncellisti europei, Stefano Bertoli alla batteria e lo stesso Trovesi ai sassofoni e clarinetti eseguono, accompagnati dall’Orchestra Fiati Filarmonica Mousiké (ensemble nato a Gazzaniga, ai piedi della Val Seriana), arie di Pergolesi, Verdi (“Ah, fors’è lui che l’anima” da La traviata) e Puccini (il Finale di Tosca, il “Largo al factotum” da Il barbiere di Siviglia) fino a Giant Steps di John Coltrane ed alla musica di Goran Bregovic per Underground di Emir Kusturica. Improvvisazione, colore, canto tradizionale. Soprattutto, una banda di 63 elementi, un’orchestra che non ha nulla di diverso da una banda di paese, come se il sogno di Trovesi, dopo le tournée in tutto il mondo, i riconoscimenti dai maggiori festival internazionali, i concerti con l’ottetto e gli ultimi, straordinari dialoghi con Gianni Coscia, fosse semplicemente di riunire attorno e sé la banda che vedeva sfilare, da bambino, per le vie del paese. |