| Tomasz Stanko: tromba Marcin Wasilewski: pianoforte Slawomir Kurkiewicz: contrabbasso Michal Miskiewicz: batteria La musica del trombettista e compositore polacco Tomasz Stanko è votata alla ricerca di una via ascetica. I tre dischi per quartetto targati ECM - ultimo in ordine di tempo è “Lontano” - sono registrazioni in cui ci si imbatte raramente: l’energia lirica della tromba, i chiaroscuri vibranti del pianoforte, le ritmiche agili ma soffuse, il continuo scambio e contrasto tra timbri e colori ora cupi ora intensi. Tutto questo serve a definire una visione crepuscolare, intimista, melanconica del jazz. Stanko ha iniziato a collaborare con l’ECM nel 1994, quando incise “From The Green Hill”, progetto che coinvolgeva John Surman e Dino Saluzzi. Ci è arrivato dopo giovanili esperienze cinematografi che e concertistiche, tra cui la collaborazione con il compositore Krzysztof Komeda; ha inoltre attraversato le sperimentazioni del free jazz radicale, lavorando tra l’altro nella Globe Unity Orchestra e nell’Orchestra Of Two Continents diretta da Cecil Taylor. Alla lontana tradizione della tromba cool ha sempre accostato uno spasmodico amore per la libertà e l’avanguardia, facendosi forte di un lirismo sfrenato, una poetica minimale e meditativa, una dimensione melodica ed essenziale. Una bellezza che ha recuperato nel suo quartetto di giovani leoni polacchi, a proposito del quale dice: “è la prima volta nella mia carriera che dirigo un quartetto di così alto livello, nonostante la giovane età dei miei partner”. Formazione affiatata, solida, che nasconde mille sensazioni: inutile provare a resistere |