| Ab Baars: clarinetto e sax tenore Joost Buis: trombone Wilbert de Joode: contrabbasso Martin van Duynhoven: batteria Duke Ellington, il re dello swing, reinterpretato da un quintetto di olandesi volanti. Ab Baars è uno degli esponenti principali, da almeno tre decenni, della cosiddetta New Dutch Swing, la scena dell’avanguardia dei Paesi Bassi. Olandese, artista versatile, è sassofonista (sax tenore) ma impugna facilmente anche il clarinetto. La sua formazione, negli anni settanta, è andata di pari passo con personaggi come Roscoe Mitchell, Steve Lacy, John Carter e Butch Morris, per inserirsi poi, nella metà degli anni ottanta, nell’organico olandese Instant Composero Pool, diretto da Misha Mengelberg e Han Bennink. Il lavoro di Ab Baars si confronta con la tradizione del jazz statunitense da una prospettiva tutta europea: ricerca intellettuale e trasporto emotivo sono i due poli in cui si collocano i suoi brani. Tipico esponente dell’avanguardia, Baars ha anche coltivato una personale rilettura della tradizione, pur nell’estrema modernità del linguaggio: un esempio è uno degli ultimi lavori, intitolato “Kinda Dukish”, acclamato da pubblico e critica per aver riletto personalmente uno dei sacri pionieri del Jazz come il “Duca” Ellington, senza però apparire rigidamente calligrafico, né dissacrante della memoria collettiva che gli appassionati custodiscono nel loro scrigno. Ab Baars guida un trio e un quartetto (a Wilbert de Joode al contrabbasso e Martin Van Duynhoven alla batteria si aggiunge Joost Buis al trombone). Il loro jazz è cristallino, puro, acqua di sorgente. |