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giovedì 24.05.07 - dalle 19.00
Marcella Vanzo - Mindfield
a cura di Marco Tagliafierro
Atmosfere nordiche, dai colori rarefatti, ricorrono nelle ambientazioni immortalate da Marcella Vanzo. La sua video arte trova legittimazione anche filologica della “ maniera” del cinema scandinavo, da “Fanny e Alexander” di Bergman al “Festen” di Vinterberg: una cinematografia chiamata in causa come registro formale all’interno del quale collocare le manifestazioni comportamentali ricorrenti nelle dinamiche familiari. I vincoli di parentela vengono rappresentati con lembi di tessuto. Il ricorrere a segni oggetto, concreti, per rappresentare un limite, tic, della nostra organizzazione sociale è una soluzione frequentemente intrapresa da Marcella Vanzo che è solita fasciare i corpi per esprimere la scarsa capacità di autocoscienza dell’uomo contemporaneo o prolungarne i capelli al fine di renderli metafora delle interdipendenze relazionali. La definizione di paure ancestrali ed archetipiche si avvicendano all’analisi di superstizioni sociali e individuali presenti nella contemporaneità al punto da spingere l’artista all’organizzazione di un’asta di esseri umani. Ancora un vincente ricorso al simbolo, per l’ultimo suo lavoro, presentato a Novara insieme al resto della sua produzione: figure eteree ed al contempo assolutamente fisiche abitano un luogo in via di trasformazione ma per Vanzo i loro stessi desideri in foggia di acconciature esorbitanti finiscono per caratterizzarne i movimenti e le attività in genere.
Teatro Coccia, Novara   [mappa]
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edizioni precedenti: 2006