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29 Maggio

Mulatu Astatke

Mulatu Astatke – Vibes, percussion, piano
Tom Skinner- Drums
Davide Mantovani - Bass
Byron Wallen - Trumpet
James Arben – Saxes, Bass Clarinet
Dan Keane – Keyboards / Cello
Richard Olatunde Baker - Percussions
Kadialy Kouyate - Kora


Il leggendario fondatore dell’Ethio-Jazz ritorna in Italia con il suo
nuovo spettacolare progetto: Mulatu Steps Ahead


Ad attirare l’attenzione su Mulatu Astatke, uno dei maggiori artefici della musica etiopica moderna, è stata per prima, nel ’98, la collana-cult éthiopiques: è ascoltando il quarto volume della serie, dedicato al fenomeno del cosiddetto ethio-jazz e in gran parte incentrato sulla sua figura principale, appunto Astatke, che Jim Jarmusch è rimasto folgorato dalla sua musica, al punto da caratterizzare come etiope uno dei personaggi di Broken Flowers, in modo da giustificare l’inserimento nella colonna sonora di brani del suo beniamino. Ma ancora prima di fare epoca ad Addis col suo ethio-jazz, Astatke alla metà dei ‘60 guidò a New York un Ethiopian Quintet in verità composto, a parte lui, da portoricani. La produzione dell’Ethiopian Quintet (di cui fornisce qualche esempio l’antologia astatkiana New York – Addis – London. The Story of Ethio Jazz 1965-1975, da poco pubblicata), fa del primo Astatke, con la sua musica in chiave vuoi elegantemente ethio-montuno vuoi disinvoltamente ethio-bossa, un autentico pioniere della world music e uno dei più seducenti protagonisti dell’exotica: e non si stenta a capire come mai, ben prima che Mulatu fosse rilanciato da éthiopiques, gli Lp dell’Ethiopian Quintet fossero contesi fra i collezionisti di latin music. Conducendo la sua carriera a cavallo fra Etiopia e Stati Uniti Astatke ha aperto la propria musica ad una sensibilità jazz, latin e funky: al jazz e al rhythm'n'blues la musica etiopica moderna che si faceva ad Addis Abeba a cavallo fra anni sessanta e settanta non era d'altra parte indifferente, ma l'ethio-jazz di Astatke, soprattutto quello made in Usa, è più spregiudicato e flirta con un numero più ampio di partner musicali, come testimoniano album quali Mulatu of Ethiopia, pubblicato oltreoceano nel '72, e Assiyo Bellema, del ’94, con la sua gustosissima macedonia di afro-soul, afro-beat, jazz, ethio-jazz, latin, fusion. Con questo ricco bagaglio Astatke, dopo la consacrazione internazionale assicuratagli da Broken Flowers, non ha avuto alcuna difficoltà ad approfittare di una inattesa seconda primavera, a proprio agio tanto nell’incontro discografico nel 2008 col gruppo Heliocentrics (che ha ulteriormente rafforzato la sua popolarità) quanto con jazzisti della più bell’acqua come Bennie Maupin o i musicisti della bostoniana Either/Orchestra, con alcuni dei quali ha realizzato il suo nuovo album Mulatu Steps Ahead. Perfettamente al passo, Mulatu, dei tempi che aveva anticipato quarant’anni fa.

Marcello Lorrai

http://www.mulatu-steps-ahead.com



Sabato 29.05.2010 - Piazza Duomo - ore 22.00 - Ingresso gratuito
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